Quadretto famigliare

scritto da TonyC
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Autore del testo TonyC

Testo: Quadretto famigliare
di TonyC

Quadretto famigliare

 

Andrea aveva sempre pensato che da grande avrebbe fatto il giornalista.

Dopo avere conseguito la laurea in lettere col massimo dei voti, subito si adoperò a contattare la redazione del giornale della sua città per pubblicare qualche articolo. La redazione acconsentì ma solo gratuitamente; solo se avesse avuto successo sarebbe stato pagato. 

Andrea era una buona penna, i suoi articoli facevano presa tra i lettori del giornale; addirittura ne avevano   aumentato la tiratura, per cui rapidamente passò dal lavoro gratuito a quello pagato. Il giornalista è un mestiere che, anche se si è bravi, qualche anno di gavetta bisogna farlo.

 Nel frattempo si sposò con Mary, una sua amica d’infanzia, e rapidamente nacque una bella bambina alla quale fu dato il nome di Camilla. 

Mary accudiva la casa e si occupava della figlia, mentre Andrea, essendo pagato in base al numero degli articoli scritti, era occupato quasi tutto il giorno a scrivere e a trovare le fonti d'ispirazione.

 Andrea frequentava spesso il caffè sotto casa. Per lui era il luogo ideale dove si poteva incontrare la gente e sentire il polso vero della città; per lui era fonte preziosa di ispirazione. 

Con l’andar del tempo, però, non poteva rimanere legato per tutta la vita a un solo giornale di città pur essendo quello prestigioso.  

 Pensò allora a un salto di qualità: tentare l’approccio con un giornale a tiratura nazionale. 

La sua era una città di provincia; per arrivare a scrivere in un giornale a livello nazionale, bisognava arrivare a Milano.

Questo significava abbandonare la città delle proprie origini, dove tutto era a portata di mano, e immergersi in una metropoli, dove c’era di tutto e di più, ma non tutto famigliare e a portata di mano.

 Era ormai un giornalista affermato e tutti lo conoscevano per la sua splendida penna. 

Certamente la sua fama era arrivata anche a Milano, perché al primo approccio con la redazione del principale giornale della metropoli milanese fu assunto come giornalista.

Trasferitosi a Milano con tutta la famiglia, Andrea non si trovò subito a suo agio; gli mancava soprattutto il caffè, dove seduto a un tavolino poteva pensare e soprattutto annotare su fogli sparsi la bozza di un articolo. Non c’era un caffè che somigliasse a quello della sua città.

 Il caffè di Milano è un luogo dove si entra, si beve, si mangia qualcosa o per telefonare o fare una partita a bigliardo e nel frattempo fare inutili discussioni sportive. 

 Con l'andar del tempo lo trovò e tutte le sere dopo cena, mentre usciva da casa, diceva a Mary: “Vado a pensare”.

Gran parte dei suoi articoli nascevano proprio quando era seduto al tavolino di quel caffè.

Il richiamo della città nativa era sempre molto forte, sentiva la mancanza della sua gente del caffè 

Saputo che al teatro della sua città davano l’opera di Verdi “La forza del destino” disse a Mary:

-Andiamo a vedere “La forza del destino?”

-No – disse Mary.  Una sfacchinata di macchina per andare a vedere un’opera dove ci sono contrabbandieri, toreador e via dicendo, non mi va!

-Quella è la Carmen - replicò Andrea sorridendo.  La forza del destino è quella dove c’è un lui che ama una lei, arriva il padre di lei, lui getta la pistola per terra, parte un colpo e il padre muore.

-Non si deve gettare la pistola a terra senza la sicura -  disse Camilla con voce ferma e suadente. 

-Che ne sai tu come funziona una pistola!

-Io so solo che, se ci fosse stata la sicura, il padre di lei non sarebbe morto.

-Sì, hai ragione, disse Andrea; ma che ne sai tu della forza del destino! 

-Però intanto il padre è morto - replicò Camilla quasi singhiozzando.

  Camilla aveva già dieci anni e seguiva con attenzione e sagacia le discussioni che intervenivano tra il papà Andrea e la mamma Mary. 

Aveva un animo sensibile, ma era molta decisa nel parlare.

 -È un'esigenza di copione.

-Copione o non copione, se avesse messo la sicura non ci sarebbe scappato il morto - replicò con fermezza Camilla

 Andrea rivolgendosi a Mary le rinnovò l'invito per “La forza del destino”.

-Muore troppa gente!  Verdi ha il difetto che mette in fondo alle sue opere sempre il morto. Facile far divertire la gente tirando in ballo sempre il morto!  Non vengo! replicò decisamente Mary.

Vengo io - disse Camilla di slancio. - Si sposano?

-No! Alla fine muore anche lei!

- Oooh, mi dispiace! – sussurrò Camilla. - Muore solo lei?

-No, muore anche suo fratello!

Questi tre morti sconvolsero così tanto l’animo di Camilla che avrebbe voluto ritirare subito il suo “Vengo io”. Bisognava trovare subito una scusa. 

-Vorrei venire, ma mi è venuto un gran mal di testa! - disse Camilla. 

 -E poi domattina devi andare a scuola- ribadì Mary.

Camilla toccandosi con il dito la cima della testa ribadì:

-Ho un dolore forte qui…… Ho paura di avere l’esaurimento nervoso!

Il fatto dell’esaurimento nervoso su una bambina di dieci anni lasciò molto perplesso Andrea. 

-Se domattina non ti sentirai bene non andrai a scuola.

-Penso proprio papà, che domattina non mi sentirò bene! E neanche stasera potrò fare i compiti!

Mary non intervenne; si limitò soltanto a lanciare uno sguardo di disprezzo e si allontanò scuotendo la testa.

-La mamma non mi capisce! - ribatté stizzita Camilla - Perché soltanto lei può avere l’esaurimento, la testa che si spacca e lo stomaco che brucia? Lei può stare a letto e io devo andare a scuola!  e rivolto al papà gli disse:

-Come hai fatto a sposarla!!

-È la forza del destino - rispose Andrea.

 

Camilla offrì al papà la sua bambola perché le tenesse compagnia durante il viaggio.

-Grazie, Camilla! Sei molto gentile!

-Almeno lei non salta su a dirti, stai attento a quella macchina, suona che c’è un camion, non ti sembra di andare troppo forte? ormai tiravi sotto quella bicicletta, stai troppo a destra, stai troppo a sinistra.

-Pettegola di una bambina! Non si parla male della propria mamma! Urlò Mary rientrando in scena.

-E quando tu parli male del papà? È noioso, è barboso, ogni cinque minuti vuole pronto il caffè, è sempre fuori e mi aiuta poco in casa, era meglio se sposavo un serpente!

-Sono falsità - affermò Mary.  Stasera faremo i conti! 

-Se tu mi tocchi, telefono ai vigili. Rispose Camilla.

-Forse conviene metterti d’accordo - disse Andrea rivolto a Mary - in fondo non ha detto bugie!

-Io non dico bugie!  Piuttosto che dire una bugia, dico la verità!

 

Si avvicinava l’ora della partenza; Camilla aprì il cancello e Andrea le fece le ultime raccomandazioni.

-Non ti preoccupare, papà, ci penso io!  Posso raccontare alla mamma quando abbiamo incontrato quella signora e tu ti sei messo a parlare?

-Puoi farlo! Le disse il papà.

Camilla, dopo averlo salutato con la mano, chiuse il cancello e si rintanò in casa.  

Arrivato in città Andrea si avviò verso il teatro; attraversò strade che non riconosceva quasi più, ma quando fu davanti al teatro nulla era cambiato; quel teatro era sempre il più bello del mondo! Ritrovò lo stupore della sua giovinezza tanto da intenerire i suoi occhi.

Ritornato a casa la mattina dopo, entrando nel cortile interno del condominio, trovò Camilla che stava uscendo a prendere il latte in una bottega posta al pianterreno dello stabile. 

Appena lo vide, Camilla gli disse:

-Sono poi morti tutti e tre?

-Sì, tutti e tre! Ripose Andrea.

Perché non hanno messo la sicura! 

Andrea abbozzò un sorriso e disse:

-Gli altri due sono morti uccisi di spada; le spade non hanno la sicura!

-Sarebbe bene che facessero spade con la sicura, così non ci sarebbero più morti.  

 Andrea lasciò perdere questo argomento e le disse: 

-L’esaurimento come va?

-Picchia molto meno - rispose Camilla.

-E la mamma?

-Si è comportata bene! Non è cattiva! Bisogna considerare anche la sua età…….

 

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